Colecisti 
Colecistectomia

L'intervento di colecistectomia consiste nell'asportazione chirurgica della colecisti (o cistifellea). Può essere effettuata a cielo aperto o per via video-laparoscopica. Nel primo caso si procede all'incisione e all'apertura dell'addome, nel secondo mediante l'introduzione degli strumenti chirurgici attraverso fori praticati attraverso la parete addominale.

La principale indicazione all'intervento di colecistectomia è la calcolosi, cioè la formazione di calcoli all'interno della colecisti. Non è possibile rimuovere solo i calcoli lasciando la colecisti in sede perché i calcoli si riformerebbero. L'infiammazione acuta della colecisti (colecistite acuta, colecistite flemmonosa, colecistite gangrenosa), l'idrope della colecisti (cioè l'abnorme dilatazione della colecisti), e la colecistite acuta alitiasica (cioè l'infiammazione della colecisti senza contenuto calcolotico), sono altre indicazioni all'intervento. Infine vanno ricordati i tumori maligni (ma anche i benigni) della colecisti, in genere molto estesi e difficili da trattare perché molto spesso infiltrano il fegato e danno precoci metastasi linfonodali e a distanza.

La colelitiasi talvolta è asintomatica e viene rivelata nel corso di indagini ecografiche effettuate per altri motivi. In questi casi molti chirurghi sono dell'opinione che l'intervento di colecistectomia non sia indicato e, specie se si tratta di calcoli puri di colesterolo (calcolosi colesterolica) si possa tentare una terapia con farmaci che sciolgono i calcoli. Quando sono presenti sintomi tipici (dolore tipo colico nella regione destra dell'addome,  nausea, vomito) è indicato l'intervento chirurgico. Quando alla calcolosi della colecisti si associa quella della via biliare è indicata la bonifica preoperatoria della via biliare mediante ERCP (Endosopic Retrograd Colangio-Pancreatography).

La colecistectomia consiste, dunque, nella asportazione della cistifellea mediante intervento chirurgico in anestesia generale. Dagli anni novanta, è diventata pratica comune l'esecuzione dello stesso intervento mediante un accesso mini-invasivo alla cavità addominale. Quindi anziché attraverso un taglio lungo si accede all'addome tramite quattro piccole incisioni di lunghezza variabile tra 5 e 12 mm. Questa nuova tecnica ha permesso l'abbreviazione della degenza ospedaliera (massimo due giorni se non intervengono complicazioni) tramite l'accelerazione della ripresa del paziente. La colecistectomia per via video-laparoscopica prevede comunque le stesse procedure della colecistectomia tradizionale anche se eseguite attraverso una diversa via di accesso.

Il gold standard chirurgico è oggi rappresentato dalla tecnica video-laparoscopica, ma la colecistectomia tradizionale (a cielo aperto) mantiene ancora indicazioni particolari ad esempio in caso di grave peritonite o di estesa neoplasia della colecisti. Qualora insorgano difficoltà tecniche o condizioni di scarsa sicurezza per il paziente si può passare dall'intervento laparoscopico a quello tradizionale mediante conversione.

Complicanze comuni ad entrambe le tecniche (laparoscopica e laparotomia) sono il sanguinamento, la lesione della via biliare, la pancreatite acuta, l'infezione della ferita chirurgica, il laparocele. Specifiche della tecnica video-laparoscopica sono la perforazione di un viscere cavo durante l'esecuzione del pneumoperitoneo con ago di Verres o l'introduzione di un trocar, l'embolia polmonare gassosa, il sanguinamento tardivo conseguente al cessare dell'azione emostatica del penumoperitoneo, il laparocele ombelicale.

Il decorso postoperatorio è favorevole e relativamente breve. La ripresa è rapida, da 1 a 2 settimane; l'alimentazione può divenire regolare dopo 2-4 giorni dall'intervento; il ritorno alla normale attività quotidiana e lavorativa può avvenire dopo 2-3 settimane.

 

 

 

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